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NEMMENO LA FIRMA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CI HA GARANTITO IL RISPETTO DEGLI ACCORDI DEL 17 NOVEMBRE CHE CI AVEVA PORTATO A SOSPENDERE LO SCIOPERO NEANCHE UNA LEGGE DELLO STATO (N°496) CHE RECEPIVA QUELL’ACCORDO E’ RIUSCITA A SCHIODARE LE SOCIETA’ PETROLIFERE DALLE LORO POSIZIONI E HANNO CONTINUATO A SPREMERE IL GESTORE COME L’ULTIMO DEI PEONES
DOPO CHE GLI INCONTRI CON IL MINISTRO LETTA E IL SOTTOSEGRETARIO TURCI SI SONO CONCLUSI CON UN NULLA DI FATTO E LA NOSTRA LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’ALEMA NON HA OTTENUTO ALCUNA RISPOSTA NON CI RESTA CHE PROCLAMARE UNO SCIOPERO Dalle ore 19,30 di MARTEDI’ 9Alle ore 7,30 di VENERDI’ 12
prima due giorni di chiusura poi se non si otterranno risultati significativi sono già stati messi in calendario chiusure per tutto il mese di maggio
Comunicato del 11 aprile 2000 Benzinai: dopo l’annuncio arrivano le chiusure. A Maggio automobilisti a secco. Come annunciato, si sono riuniti oggi a Roma i gruppi dirigenti di Faib, Fegica e Figisc/Anisa per fare il punto della situazione anche alla luce delle risultanze istruttorie cui sono giunti gli uffici della direzione A dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Le tre organizzazioni hanno ribadito la loro perplessità circa le conclusioni cui l’Autority è tardivamente giunta. Lo scenario che si prefigura, anche sulla scorta dell’irrigidimento già manifestato dalle compagnie petrolifere, potrebbe avere come conseguenza un forte ridimensionamento del ruolo della categoria dei gestori e della sua rappresentanza associativa. Rispetto alla contraddittorietà delle preconclusioni che, con una artificiosa semplificazione, qualcuno ha già scambiato per una sentenza inappellabile di condanna definitiva, Faib, Fegica e Figisc/Anisa si riservano di rappresentare –tanto in sede di audizione già richiesta di fronte al Collegio composto dai Commissari Antitrust quanto, eventualmente, in sede di Magistratura Amministrativa- le loro controdeduzioni economico/giuridiche, che partono dalla corretta comunicazione all’Autority delle intese raggiunte in sede negoziale. Indipendentemente da questa vicenda, rimane il giudizio negativo sull’atteggiamento delle compagnie petrolifere che, dietro il paravento dell’Antitrust, impediscono ogni contrattazione nazionale e operano sul territorio stravolgendo tutte le intese pregresse nel tentativo di costruire una situazione di fatto, nella quale il gestore non abbia alcun ruolo se non quello di mero esecutore delle politiche aziendali. Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno poi valutato l’atteggiamento del Governo che, nonostante le ripetute assicurazioni, ancora non ha dimostrato , con fatti tangibili, di aver colto le difficoltà della categoria, lasciata da sola a metà del processo di ammodernamento a difendere una riforma voluta dallo stesso Governo e dal Parlamento e condivisa dalla categoria. Le tre organizzazioni di categoria –continua il comunicato- hanno responsabilmente provato a seguire la strada di un confronto dialettico con la controparte industriale ed istituzionale, purtroppo senza alcun apprezzabile risultato. Di fronte al muro di silenzio e di indifferenza per i problemi sollevati, alla categoria non rimane che ricorrere alla mobilitazione dei gestori ed alla chiusura degli impianti stradali ed autostradali. Faib, Fegica e Figisc/Anisa, che pure sentono l’urgenza di porre all’attenzione della controparte industriale e istituzionale i problemi della categoria, hanno però deciso, responsabilmente, di evitare una chiusura degli impianti nei giorni interessati dalla consultazione elettorale e dall’esodo pasquale, per non colpire la mobilità dei cittadini. Faib,. Fegica e Figisc/Anisa hanno quindi deciso di proclamare le seguenti chiusure degli impianti stradali ed autostradali: A tale calendario di chiusura nel mese di maggio seguirà una più pesante chiusura che verrà calendarizzata per il mese di giugno. La chiusura degli impianti in Sicilia, date le differenti turnazioni, verrà articolata dalle strutture regionali. Faib, Fegica e Figisc/Anisa rivolgono un pressante appello alle compagnie petrolifere, al Governo ed al Parlamento affinchè assumano, ciascuno per le proprie competenze iniziative opportune a ridurre un disagio che, la manifestazione di chiusura potrà arrecare agli automobilisti.
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